Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 24 Luglio 2020

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Il verbo “comprendere” è decisivo per la spiegazione della parabola del seminatore offerta dall’evangelista Matteo. Infatti il termine greco “syniemi”, letteralmente “insieme+mandare, lanciare, inviare” si ritrova già nella versione greca della profezia di Isaia: «Ascoltate pure, ma senza comprendere» (Is 6,9).

In ebraico leggiamo “byin”, cioè distinguere, discernere; la traduzione greca rimanda invece a una missione comunitaria ma anche e soprattutto alla sintesi che metta insieme il prima e il dopo, il fuori e il dentro, la resistenza e la fragilità, l’idea e la realtà, la Parola e la Vita. Questa è la relazione tra il seme, offertoci in dono sin dentro il cuore delle nostre decisioni più importanti, e il nostro terreno da mantenere ben concimato.

Questo “comprendere” ha a che fare con una decisione, con la nostra volontà, con la nostra libertà: è una assimilazione esistenziale, come il pane eucaristico che ci rende pane per sfamare gli altri. Scegliendo di distinguere la Parola di Dio in mezzo a tanto disturbo e scegliendo di integrarla nella nostra vita – anch’essa dono per noi – il seme getta solide radici che superano le indecisioni interne e germogli vigorosi che vincono gli ostacoli esterni.

Sino a moltiplicare, per mezzo del nostro corpo, tutto l’amore ricevuto da Dio per ridonarlo gli altri con la nostra speciale e plurale sensibilità.


Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.