Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 23 Marzo 2020 – Gv 4, 43-54

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«Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Una constatazione un poco rassegnata caratterizza la Parola di oggi, che ha un legame anche con quella meditata ieri, anch’essa dal Quarto Vangelo. Gesù alla fine non si sottrae al segno, quando esso può innescare la fede, eppure sempre ci rilancia oltre.

Quindi la guarigione biologica può anche avvenire, a patto però che non ci si fermi a essa, ma si giunga al vero miracolo della vita nella Trinità. Attraverso equivoci e ironie, questo Vangelo purifica i desideri espressi con le nostre parziali e annebbiate richieste, sino a contemplare il tutto dall’abisso di Dio. Così la legittima preghiera che il funzionario del re rivolge a Gesù affinché scenda a guarirgli il figlio permette a quel papà di scoprire che Dio in persona è già sceso, e per raggiungere ogni creatura.

Il funzionario era pronto a delegare a Gesù quella vicinanza fisica in grado di sanare il proprio figlio. Ma riceve un ordine proprio da Gesù: «Va’». La Parola che gli assicura la vita del figlio vive accende la sua fede, che ora carbura strada facendo, senza altri di segni preventivi. Il segno è semmai una testimonianza che avviene nel suo cammino: che suo figlio vive, lo sapevano già anche i servi, e da quando lo aveva appreso pure lui da Gesù. Evidentemente già aveva preceduto tutti.

La stessa identica Parola di vita che aveva messo in moto quel padre ora gli torna incontro, in mezzo ai servi. E lui crede ancora di più, a un livello più profondo. Senza segni, e senza più un Gesù fisicamente presente che gli possa parlare in prima persona, crede alla Parola efficace testimoniata da loro. Grazie a quell’atto responsabile di fede, tutta la famiglia ora crede.

Commento a cura di:

Piotr ZygulskiPiotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.