Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 2 Maggio 2020

42

Gesù, dicevo, non sta qui facendo una catechesi generica sulle specie eucaristiche o sull’importanza di comunicarsi di frequente. Se fosse così, non si capirebbe l’indignazione e lo scandalo dei presenti e dei molti discepoli che lo lasciano. Non di certo per una disputa su come intendere la presenza reale nel pane e nel vino che presenta Gesù, bensì per la concretezza della fede che propone, incarnata, umana, fragile.

Qualcuno evidentemente cercava una spiritualità alienata e alienante, che gli risolvesse tutti i problemi di questo mondo, che lo tirasse via da tutto e da tutti. E invece Gesù ha solamente la sua persona da offrire, in questa storia, in questo mondo: carne umana e sangue. E ci riporta a tutti i crocifissi, umanissimi, che incontriamo nel nostro cammino con i piedi ben saldi, per terra. Ciò che è veramente dura è la condizione dei miliardi di oppressi, malati, affamati: molti non ne vogliono sapere, si girano dall’altro lato, preferiscono non vedere. Di fronte a tale crudezza ora ci risulta più comprensibile la reazione contro Gesù: «Ma tu scleri!».

Lo scandalo non finisce qui, per i benpensanti. Promette la glorificazione della carne crocifissa: di per sé sarebbe morta, ma il Padre sempre dona quello Spirito che non smette di vivificare tutto. Questo scandalizza ulteriormente i potenti e chi è in cerca di potere, i sicuri e chi è in cerca di sicurezze. Ecco perché la Parola è eternamente di inciampo per i forti, per i ricchi, per gli oppressori che hanno sempre disprezzato chi non utilizza i loro mezzi. Di fronte a Gesù, chi ha sempre fatto inciampare gli altri ora inciampa.

Perché il nostro Dio ora può unicamente offrirci i confini della debolezza, della fragilità, della vulnerabilità quale via di accesso alla sua vita nell’amore che non ha confini. Perché una volta che Lui ti concede di conoscere i tuoi limiti, ne sei già oltre. Questa è la via dell’amore: dura per chi ha il cuore sclerotizzato, tenera per chi già vive di tenerezza.

Piotr ZygulskiPiotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.


Articolo precedenteArcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 2 Maggio 2020
Articolo successivoDon Antonio Mancuso – Commento al Vangelo del 2 Maggio 2020