Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 19 Novembre 2019

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Anche nel vangelo di oggi tra Gesù e l’uomo che desidera vederlo si interpone qualcuno, la gente, la folla. Zaccheo non è cieco, ma è comunque basso; per questo si ingegna per cercare di vedere Gesù.

Non è un povero mendicante, bensì un uomo ricco, anzi: arcipubblicano, l’amico per eccellenza degli ingiusti oppressori, arciricco. La folla però disprezza entrambi: così come disprezza il povero, disprezza pure il ricco. Entrambi parassiti a danno degli onesti lavoratori, entrambi in un certo senso ladri di mestiere per carriera o per sopravvivenza. Perdutamente schiavi dei soldi altrui per necessità o per avidità.

Gesù però sceglie di farsi vedere proprio da questi due strani estremi della società che, molto più della mediocrità generale, con grande gioia accolgono la salvezza del Dio che salva. Se il medicante era abituato a mendicare, Zaccheo è abituato a offrire banchetti, con finalità forse non troppo limpide. Eppure nell’esistenza di entrambi c’è uno spiraglio per accogliere, ciascuno a modo proprio, Gesù.

La forza per farlo è Gesù stesso a offrirla: possono accoglierlo e seguirlo con gioia vera quando sono consapevoli che lo sguardo accogliente di Gesù li aveva raggiunti ben prima che loro potessero vederlo. Così il ricco Zaccheo, come il mendicante di ieri, torna ad essere pienamente partecipe della storia di salvezza di Israele, raggiunto da Dio prima che Abramo si mettesse in cammino.

È un’alleanza ferita da ingiustizie ma continuamente baciata da una giustizia sovrabbondante che passa attraverso le nostre vite, capaci di scelte straordinariamente libere, in grado di suscitare la medesima libertà di donarsi anche negli altri fratelli.

Commento a cura di:

Piotr ZygulskiPiotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.

Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 19, 1-10
 
In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
 
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
 
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
 
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Parola del Signore