Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 19 Maggio 2020

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Una persona amata se ne va. E noi siamo più preoccupati per la nostra perdita che non per la sua destinazione. Capita spesso: non necessariamente per un lutto; può essere anche una trasferta di lavoro, uno studente che va a studiare fuori, una nuova missione… Qui Gesù ci dice che per poter noi sperimentare la presenza di Dio in modo nuovo Lui deve andarsene. Deve lasciare spazio a una esperienza inedita di libertà, in cui possa sprigionarsi tutta la potenza della sua assenza che ci sostiene.

Ecco il dono dello Spirito: quell’unità di amore che è Dio stesso, realmente presente e che ci rende sempre presente Gesù, anche senza la sua presenza tangibile in carne ed ossa come prima eravamo abituati a conoscerlo. Ora non può più essere trattenuto in alcun tipo di catena, e al contempo vive in ogni abbraccio, in ogni casa, in ogni uomo. Lì ci ricongiunge al Padre. Alziamo dunque lo sguardo dal nostro egoistico «non devi andartene» alla libertà del «sono contento per dove vai», dove risiede la sua e la nostra gioia.

Vale anche per noi: a volte per poter lasciare spazio allo Spirito occorre accettare anche la nostra partenza verso altri lidi. La comunità cristiana è nata perché, nella morte di Gesù, ha dato ancora più spazio alla gioia della Resurrezione. È nata a partire dalla Pasqua, dalla perdita di Gesù, dalla morte di Dio.

Piotr ZygulskiPiotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.


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