Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 18 Maggio 2020

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Se una persona discrimina, perseguita, insulta in nome della propria convinzione religiosa – persino talvolta allontanando alcuni fratelli dalla Chiesa – in realtà significa che non ha affatto conosciuto né il volto paterno di Dio né quello umano di Gesù.

Crede di rendere culto a Dio, di agire a nome suo, di esprimere integralmente la propria fede, ma non ha proprio vissuto esperienza del Padre, forse confuso con qualche modello patriarcale autoritario. Non ha fatto esperienza di umanità, di tenerezza, di fragilità, forse confuse con una sdolcinatezza di facciata che nasconde conflitti, difficoltà, problemi rifiutati anziché accolti.

Ma abbiamo la certezza che Gesù ci ha con sé sin da prima che ce ne rendessimo conto. Lui già ci ha accolto da sempre perché noi sempre potessimo ricevere, con Lui, lo Spirito: la testimonianza di accoglienza incondizionata che troviamo nella paternità di Dio. Che il Padre sia accogliente ci è svelato dall’umanità di Gesù, che per la nostra accoglienza reciproca è stato pronto ad accogliere nella morte il dono della vita vera.

Di questo siamo testimoni, quando viviamo da figli, fratelli e padri. Non saranno le sirene mondane della sopraffazione a farci inciampare nella nostra testimonianza di persone accolte che accolgono, perché conosciamo che l’accoglienza è veramente in Dio.

Piotr ZygulskiPiotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.