Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 16 Maggio 2020

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Allarme, consolazione, partecipazione. Sono i tre gusti che può lasciare il brano evangelico di oggi, in cui il Risorto afferma che anche noi subiremo le persecuzioni che ha subito Lui. Può suscitare allarme, se la nostra spensieratezza in questo momento stava prendendo il sopravvento.

Oppure consolazione, se è per noi un periodo in cui viviamo sulla nostra pelle la persecuzione, perché comunque ci sarà qualcuno ad ascoltarci, come nonostante tutto anche Gesù è stato ascoltato. Infine partecipazione alla sua vita, se la persecuzione ci stava chiudendo in qualche forma di autocommiserazione vittimistica. Non siamo soli, ma non ce la dobbiamo neppure andare a cercare per spacciarci per gli unici eroi incompresi e perseguitati.

Semplicemente stiamo partecipando della Resurrezione di Gesù nella sua Morte, in cui si è scatenato ogni male. Andiamo però al fondo di ciò. Anche noi siamo odiati davvero solamente quando “stiamo sotto”, come Gesù ha scelto di stare sotto di noi, un gradino più in basso per servirci, per donarci la libertà di essere padroni della nostra vita e quindi metterla al servizio di chiunque.

Siamo odiati perché siamo in mezzo all’odio, ma Gesù ci ha esonerato dall’obbligo di sottostare alle sue leggi. Nel paese dell’odio siamo assolutamente stranieri, perché non abbiamo neppure l’obbligo di odiare chi ci odia. Così l’odio stesso viene disinnescato.

Piotr ZygulskiPiotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.