Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 14 Luglio 2020

Tutti abbiamo avuto esperienze, più o meno dolorose, di rifiuto o di esclusione. Gesù oggi ci condivide tutto il suo dolore per le tre città di Corazin, Betsaida e Cafarnao. Nell’etimologia esse avevano una vocazione, rispettivamente: all’annuncio, alla pesca e al conforto.

Ma, nonostante avessero visto da vicino la potenza di Dio, i prodigi, i miracoli – in greco “dynamis” – queste tre comunità sono rimaste indifferenti, non hanno cambiato il loro modo di vedere le cose, sono rimaste sulle loro, come se niente fosse accaduto o come se tutto fosse loro dovuto. Non hanno voluto riformarsi, hanno rifiutato l’opportunità di essere quello che il loro nome indicava, hanno preferito chiudersi nell’orgoglio personale anziché uscire con Gesù per ritrovarsi cambiate e infine autenticamente loro stesse. Eppure la gioia era proprio a portata di mano; Gesù quindi soffre per la loro libertà sprecata.

Non è un rimprovero solamente psicologico o storico, ma soprattutto profetico: il rifiuto delle città pagane è più comprensibile, scusabile, tollerabile rispetto alla rigidità di chi si dice “credente”. È il richiamo al nostro bene possibile. Evitiamo quindi lo scaricabarile o il confronto con chi è lontano dalle nostre comunità, smettiamola di insistere sulla conversione di chi non sarebbe “dei nostri”: se siamo consapevoli che ci è dato di più, ne siamo maggiormente responsabili.

Se noi ci convertiamo per essere più vicini alla sensibilità di Gesù, anche gli altri avranno la possibilità di farlo. Anziché giustificarci perché non siamo gli unici a comportarci male, dobbiamo innanzitutto affrontare i nostri scandali, i nostri rifiuti, le nostre inospitalità. La nostra Chiesa di Savona-Noli è stata segnata da numerose piaghe: la più odiosa è la pedofilia.

Ma – ascoltando la denuncia di Gesù che ci parla con la voce profetica delle vittime e dei non praticanti – si è intrapreso un cammino di pentimento, di conversione e di prevenzione. Restano però ancora sacche di razzismo, misoginia, omofobia, maldicenze e altre discriminazioni (anche verso chi non va in chiesa) oggi davvero intollerabili per un cristiano. Abbiamo l’occasione per affrontarle e così diventare sempre più Chiesa, comunità, casa per tutti.


Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.

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