Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 13 Febbraio 2020

290

Come nel caso della guarigione del figlio del centurione – del quale Marco riporta solamente la straordinaria testimonianza di fede, ai piedi della Croce – qui una donna siro-fenicia ottiene che il demonio lasci sua figlia «attraverso», «per mezzo di», «grazie a» «questa parola», in greco Lógos. Gesù stesso nella teologia cristiana è il Lógos, la Parola, il Verbo, la Ragione, il Senso.

E tale donna proprio attraverso questo Lógos – che sta di fronte a lei, poiché ne contempla i piedi in cammino, ma è al contempo anche sulla sua bocca e nella sua vita – ottiene il bene che desidera; non per sé, ma per la figlia. È una donna che non teme di superare le barriere etniche, religiose e di genere pur di offrire alla persona cara una briciola dei prodigi riservati ai compatrioti ingrati di Gesù; una donna che lo sfida a superare i pregiudizi che pure lui aveva assorbito dal suo popolo.

Anche Gesù ha quindi attraversato il rischio descritto da papa Francesco: quello di «credere di dover comunicare non solo il Vangelo ma anche la cultura in cui essi sono cresciuti, dimenticando che non si tratta di imporre una determinata forma culturale, per quanto bella e antica». Ma nell’ascolto e nel dialogo Franco, senza mezzi termini, lo stesso Gesù si lascia interpellare, e riconosce la potenza di quel Lógos di senso presente nell’appello coraggioso della donna.

Ritrova la concretezza del suo Lógos: si scopre a casa persino in quella famiglia strana e straniera. Ed è proprio quella fede determinata, prorompente e concreta a fare ciò che esprime per quella donna che se ne frega delle etichette; nel suo Lógos, nella sua intima ragione, nel processo del farsi della Verità – che risuona anche nelle altre tradizioni religiose – persino la sua figlia ha ricevuto la salvezza.

Commento a cura di:

Piotr ZygulskiPiotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.


I cagnolini sotto la tavola mangiano delle briciole dei figli.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 7, 24-30 In quel tempo, Gesù andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto. Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia. Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola, va’: il demonio è uscito da tua figlia». Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato.   Parola del Signore