Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 11 Novembre 2019

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Sebbene per Luca non sia necessario, resta comunque possibile che nella comunità dei cristiani avvengano tiepidezze, infedeltà, inciampi.

Ciò non è inaccettabile, vale a dire che occorre accettare, riconoscere, indentificare quei problemi, senza foderarci gli occhi di prosciutto o far finta di nulla. Anche la Chiesa, peccatrice, non è un’isola idilliaca preservata da tutto il male presente in questo mondo. Anzi, l’unico modo per sconfiggerlo è sporcarsi le mani con esso, quindi è inevitabile affrontarlo.

Non sottovalutiamo neppure il male di cui possiamo essere corresponsabili con il nostro sguardo, con le nostre parole, con il nostro agire e non agire. Possiamo a volte sentire un dolore così forte che avremmo preferito morire pur di non ferire gli altri ostacolando il loro cammino, oltre al nostro.

Ma da questa ferita se ne deve uscire, perché camminiamo in una comunità di peccatori continuamente misericordiati. Così, conoscendo quel dolore che può roderci dentro e impedirci di venirne a galla, quando lo riconosciamo negli altri che ci hanno fatto del male siamo pronti al primo passo per superare l’offesa subita.

Quella misericordia che da sempre ci è donata gratuitamente è la fede che ci libera dal vittimismo e ci ridona la forza per perdonare. È possibile accogliendo il per-dono di Dio, che è dono-per gli altri come noi: mettiamolo in circolo!

Commento a cura di:

Piotr ZygulskiPiotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.

Se sette volte ritornerà a te dicendo:

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 17, 1-6
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!
Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai».
Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».

Parola del Signore.