Papa Francesco – Commento al Vangelo del 13 Aprile 2020

208

Adorare è riconoscere dall’umiltà la grandezza infinita di Dio

Oggi, più che mai, diviene necessaria l’adorazione. Adorare è prostrarsi, riconoscere dall’umiltà la grandezza infinita di Dio. Solo la vera umiltà può riconoscere la vera grandezza, e inoltre riconosce quello piccolo che vuole presentarsi come grande.

Una delle più grandi perversioni del nostro tempo è che noi adoriamo l’umano mettendo da parte il divino. “Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai” è la grande sfida davanti a tante proposte di nulla e di vuoto. Non dare culto agli idoli contemporanei –con il suo canto delle sirene- è una grande sfida del nostro presente. Idoli che causano la morte non meritano alcun culto, solo il Dio della vita merita adorazione e gloria.

Adorare è dire “Dio” e dire “vita”. L’adorazione diviene essere testimoni gioiosi della sua vittoria, è non lasciarci superare dalla grande tribolazione e pregustare la festa dell’incontro con l’Agnello, l’unico degno di adorazione e in cui celebriamo il trionfo della vita e dell’amore sulla morte e l’abbandono.


Il commento è tratto dai testi di Papa Francesco. A cura di evangeli.net