Paolo de Martino – Commento al Vangelo del 2 Luglio 2020

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Gesù si mette a perdonare i peccati, dove andremo a finire?
Senza confessione, senza penitenza, e senza averne l’autorità, dove andremo a finire!
I benpensanti di Nazareth, e quelli che ancora oggi sono presenti nelle nostre parrocchie, sono basiti dalla manica larga di Gesù, turbati, scossi.

Il paralitico è tale perché ha peccato, lo sanno tutti.
Dio, giustamente, castiga i peccati degli uomini mandandogli un sacco di accidenti, come osa, Gesù, smentire questa diceria?
Gesù restituisce dignità al paralitico, cresciuto a pane e sensi di colpa.
Lo riempie di speranza, di tenerezza, di accoglienza.
Non è un maledetto, è un prediletto.

Non è più il tempo, questo, in cui i malati e i perdenti si sentono abbandonati da tutti, anzitutto dal Dio che sta dalla parte dei giusti e degli integerrimi.
Dio non pensa cose malvagie riguardo al paralitico.
Ha sbagliato, come tutti, ha un’ombra, come tutti, ma non è questa la causa della sua ferita lacerante, né della sua malattia.
È la ferocia e l’odio degli altri, il giudizio e la sua insicurezza ad averlo tagliato fuori da tutto.
Fuorché da Dio.

Ogni colpa, ogni peccato, ogni paralisi del corpo e dell’anima sono, semplicemente, guariti.
Il Regno, ora, è presente.
Buon cammino…


AUTORE: Paolo di Martino
FONTE: Sito Web
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