Paolo Curtaz – Pasqua 2019

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Ho scelto questa come immagine di questa Pasqua 2019.

Una foto che sembrerebbe costruita, se non fosse vera.

Un cumulo di macerie annerite, parte della volta crollata sotto il peso delle travature annerite, precipitate fino a terra travolgendo tutto. Quasi tutto.

Miracolosamente, come annotano i giornalisti, le macerie non hanno sfiorato l’altare e la croce che, intatta, pulita, emerge su tutto.

Una croce gloriosa, senza l’appeso, perché è inutile cercare fra i morti uno che è vivo.

Questo è Cristo. Questa è la Chiesa. Questa è la fede.

Fra le macerie delle nostre incongruenze, in uno dei momenti più difficili della Storia della Chiesa a causa delle nostre infedeltà, Cristo regna, vivo e luminoso.

Sia questo l’augurio per questa Pasqua.

Smettiamola di guardare le macerie.

E, ricordiamoci, che possono bruciare tutte le chiese del mondo, ma la croce gloriosa resta intatta nel nostro cuore, nel nostro vivere, nelle nostre scelte.

Lì, in quella Cattedrale, tale perché da sempre accoglie una Chiesa di pietre vive, fra i tanti che incontrarono la fede riporto la testimonianza dello scrittore Paul Claudel:

“Ero in piedi tra la folla, vicino al secondo pilastro rispetto all’ingresso del Coro, a destra, dalla parte della sacrestia. In quel momento capitò l’evento che domina tutta la mia vita. In un istante il mio cuore fu toccato e io credetti. Credetti con una forza di adesione così grande, con un tale innalzamento di tutto il mio essere, con una convinzione così potente, in una certezza che non lasciava posto a nessuna specie di dubbio che, dopo di allora, nessun ragionamento, nessuna circostanza della mia vita agitata hanno potuto scuotere la mia fede né toccarla”.

Sì, Cristo è veramente risorto.

Fonte

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