Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 9 Settembre 2020

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La versione delle beatitudini in Luca, rispetto a Matteo, ha una caratteristica particolare: aggiunge alle “beatitudini”, quattro “guai”. Stupisce leggere in Luca, l’apostolo della misericordia, una tale durezza che ci spiazza.

Non è lui l’evangelista che maggiormente sottolinea l’attitudine delicata e compassionevole di Gesù? Dio è vendicativo verso i ricchi e gli arroganti? No, certo.

Luca descrive, non minaccia, ammonisce, non augura punizione! Gli spensierati e i gaudenti che calpestano i poveri, che non si interrogano sul destino del mondo, che vivono nell’eccesso e nella ricchezza, ricchi epuloni che non si accorgono di Lazzaro che muore alla porta di casa, portano in loro stessi l’origine della loro disfatta. La gloria del mondo, vana, passeggera, inutile, è destinata a scomparire. Eppure quanti uomini e donne si lasciano attrarre da questi modelli insensati!

Poco meno del 5% dell’umanità detiene l’80% della ricchezza mondiale e i ricchi sono sempre più ricchi. Facciamoci bene i conti in tasca, dice Luca. La vera felicità, la beatitudine consiste nel dimorare in Cristo, nello scoprire il progetto di Dio su di noi…

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