Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 9 Marzo 2021 – Mt 18, 21-35

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Quaresima è tempo di cambiamento, opportunità per guardare alla propria vita interiore, per fare il punto nave del proprio percorso.

Tempo per guardare alla nostre ombre, per affidare a Dio le colpe che abbiamo commesse e che ci allontanano dalla felicità e per diventare uomini e donne di perdono, che sanno perdonare, che fanno della riconciliazione il loro atteggiamento principale.

Ma come si fa a perdonare in un mondo arrabbiato e ostile? Non si corre il rischio di essere travolti dall’odio e dalla violenza? Di essere presi per degli sciocchi, trattati a pesci in faccia?

Si, certo. Ma Gesù spiega a Pietro, e a noi, per quale ragione siamo chiamati a perdonare sempre: perché a noi è stato perdonato immensamente di più. Non perdoniamo perché siamo migliori, né il nostro perdono serve a smuovere colui che perdoniamo che, anzi, a volte irride la nostra debolezza.

Perdoniamo sempre perché così abbiamo imparato da Dio. E quel perdono ci ha cambiato la vita.

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