Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 9 Aprile 2022

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Si radunano per tirare le fila riguardo al Nazareno che ha fatto troppo scalpore, al punto da avere acceso l’attenzione dei romani su quei tumulti la cui eco è giunta alle orecchie del Procuratore a Cesarea.

Teme, il Sinedrio, che quelle voci possano limitare la relativa autonomia che i romani hanno concesso al tempio e ai sacerdoti. Il rischio è reale: alieni alle sottigliezze religiose dei giudei, i romani rischiano di imporre nuovamente restrizioni alle libertà di culto della riottosa provincia. Allora interviene l’abile e smaliziato Caifa: a questo punto è meglio sacrificare il sé-dicente profeta piuttosto che rischiare una tragica rivolta.

Meglio uno al posto di tutti, sentenzia il sommo sacerdote, cinico e uomo di mondo. E l’incredibile Giovanni chiosa: è vero, Gesù morirà per tutti ma non come intende Caifa. E Caifa, senza saperlo, diventa anch’egli strumento del progetto di Dio, profetizza anche se pensa di agire con malizia e prudenza. Sì: Dio scrive diritto su tutte le nostre righe storte e stortissime!


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