Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 8 Settembre 2020

Oggi celebriamo la natività di Maria. La data è una convenzione, ovviamente, ed è estremamente interessante, dal punto di vista storico, il fatto che la figura di Maria, col passare degli anni, abbia avuto bisogno di essere riempita di informazioni.

I vangeli, lo sappiamo, sono molto asciutti: la figura della madre è in funzione del Figlio e gli evangelisti la propongono come modello del discepolato. Ma questa carenza di informazioni ha spinto alcuni devoti, nei secoli successivi, a tessere racconti mirabolanti sull’infanzia di Maria.

Troviamo così delle informazioni devozionali che sono confluite nei vangeli apocrifi, scritti cioè dopo i vangeli riconosciuti dalle comunità e attribuiti agli apostoli, anche se così non è. Dal protovangelo di Giacomo, ad esempio, conosciamo le vicende dei genitori di Maria, Anna e Gioacchino, sappiamo che Maria era consacrata al tempio (cosa storicamente del tutto improbabile!) e tante altre notizie che, in qualche modo, sono entrate nell’immaginario collettivo.

Per restare fedeli al solo dato evangelico, ci basti sapere che oggi festeggiamo la madre perché il buongiorno si vede dal mattino…

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