Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 8 Marzo 2021 – Lc 4, 24-30

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È in cammino il profeta, passa in mezzo alla folla inferocita che lo vuole gettare dal monte. Non arretra, non si scusa, non fugge. Passa in mezzo a loro come chi sa di avere detto il vero, di avere smascherato la piccineria di una visione di fede sovranista che dimentica quei brano della Scrittura in cui si afferma chiaramente che anche i pagani hanno accolto i profeti come Elia ed Eliseo.

Ragionamento che non fa una piega ma che irrita nel profondo coloro che pensano di spiegare a Dio come fare e che usano la Bibbia, allora come oggi, come randello per affermare le proprie (pur legittime) convinzioni. Dio non si fa tirare per la giacchetta, non si lascia circuire, corrompere, non ama chi pensa di poterlo schierare dalla propria parte, specie se diventa una parte divisiva.

È determinato il Signore, disposto a subire il giudizio dei propri concittadini pur di non rinnegare la verità profonda e destabilizzante che emerge dal vivere la Parola. Imparassimo…

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