Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 8 Dicembre 2020 – Mt 9, 35-38 – 10,1.6-8

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Maria di Nazareth, insieme al battezzatore e a Giuseppe, ci viene proposta come modella dell’attesa, come discepola dell’ascolto che ha fatto della sua piccola vita un capolavoro dell’accoglienza. Di Dio.

Il principe degli angeli e una timida e acerba adolescente di un minuscolo paese fuori dalle rotte principali, figlia di un popolo invaso e scoraggiato, stanno di fronte. Dio ha deciso di irrompere nella Storia, ha rotto gli indugi dopo avere visto quanta fatica facciamo nel cercare il suo volto, nonostante i patriarchi, i re, i profeti…

E ha bisogno di una corpo, di una madre, di un padre. E, garbato come sempre, Dio scardina le nostre certezze e chiede la collaborazione di una ignota ragazza di Nazareth. Ma argomenta, questa ragazza, chiede ragione all’arcangelo abituato ad essere temuto, non interrogato. Ecco, ha ricevuto l’annuncio: a lei, ora la scelta.

Credere e assecondare la follia di Dio, anch’egli adolescente e sognatore nel cuore, o lasciar perdere. Se, oggi, milioni di uomini e donne hanno scoperto la gioia del Vangelo è grazie al suo “sì”. Se, domani, altri crederanno, sarà grazie al mio, di “si”.

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