Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 6 Settembre 2020

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Sono accecati dal loro insano orgoglio, i farisei, i devoti. Gesù guarisce un uomo in giorno di sabato, violando l’obbligo del riposo, secondo la loro discutibile interpretazione della norma. Gesù è addolorato e stupito dalla loro miopia: pensano di rendere gloria a Dio uccidendo l’uomo, non vedono il macroscopico errore che commettono.

E invece di lasciarsi interrogare dalla provocazione di Gesù, finiscono con lo sragionare, la loro rabbia li acceca e, piuttosto di ammettere che stanno sbagliando, deliberano di uccidere il Nazareno. Quanto è folle la follia dell’uomo! E se questa follia si nutre di religione, che crimini commette in nome di Dio! Gesù, unico, mette l’uomo ammalato nel mezzo.

Fisicamente, certo, ma soprattutto mette l’uomo come criterio di giudizio della norma divina. Le Legge è stata data perché l’uomo cresca, non perché sia svilito e mortificato. Dio non gode certo nel vedere soffrire i suoi figli! Non è un Moloch assetato di culto umano! No, il Dio che Gesù conosce e annuncia è il Dio che ha creato il sabato perché l’uomo si ricordi di essere libero, di essere figlio.

Che differenza con l’assurda visione farisaica!

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