Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 4 Settembre 2021

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I farisei conoscono bene la Legge, obiettivamente. Soprattutto per usarla come randello da dare in testa, specialmente per ferire e accusare. Usano la norma per sentirsi a posto davanti a Dio, per far pesare la propria specchiata virtù.

Che Dio ne tenga conto, gentilmente. Sempre pronti a notare le altrui trasgressioni, anche se minuscole, anche se minime. E Gesù, invece di irrigidirsi, di irritarsi, tenero!, argomenta, entra nel loro campo, dimostra di conosce bene la Scrittura cui i suoi oppositori si appellano.

È vero: Dio ha dato il sabato per ricordare ai figli di Israele di comportarsi da figli, non da schiavi. E ogni altra norma è stata donata perché l’uomo diventi più uomo. Ma la Scrittura stessa parla di eccezioni, di casi particolari, come quello che Gesù cita riguardo ai pani sacri che hanno illegittimamente sfamato il fuggiasco Davide con i suoi compagni.

La norma ci è data per vivere da liberi non da castrati e, soprattutto, non per essere usata come corpo contundente.


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