Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 4 Novembre 2020 – Lc 14, 25-33

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Che presuntuoso è Gesù! Che coraggio ha nel chiedere ciò che chiede! Ai discepoli, a noi, dice di essere la gioia più grande della più grande gioia che possiamo sperimentare!

Che l’esperienza più coinvolgente e luminosa che possiamo vivere, l’innamoramento, la genitorialità, l’amicizia è sempre e solo seconda all’amore che egli può dare e che possiamo ricambiare! La sfida è lanciata: è possibile ciò che egli chiede? O fa parte della categoria delle cose pie e devote che alcuni fra noi, quelli per capirsi portati alla vita religiosa fin dalla culla, sentono di abbracciare?

È un amore asettico, disinfettato, angelico, etereo quello che propone Gesù? Un amore per persone che non possono che essere sdolcinatamente accondiscendenti col capino reclinato e la vocina suadente? No, certo. Questa pagina è proposta ad ogni discepolo e la sua forza consiste proprio in questo!

Mettere Gesù nel mezzo significa ridefinire ogni relazione, dandole spessore e valore, ma anche limite e opportunità. Nessuna moglie, nessun figlio, nessuna soddisfazione, dice Gesù, possono colmare l’infinito desiderio d’amore che abita il nostro cuore e che Dio solo colma!

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