Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 4 Agosto 2021 – Mt 15, 21-28

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È una donna pagana, discendente di quei cananei acerrimi nemici del popolo di Israele. Ha saputo della presenza del guaritore Gesù e ha una figlia ammalata. Chiede, implora, invoca, grida. Spera in un gesto, in un miracolo.

Ma la risposta di Gesù non lascia speranza: è infastidito da tanta sceneggiata, lui è venuto solo per le pecore perdute di Israele. E, sprezzante, aggiunge: non si da il cibo dei figli ai cani. Cani, così erano chiamati i pagani. Partita chiusa, non c’è possibilità di replica.

Ma la donna, come solo le donne sanno fare, non demorde e parte dall’affermazione del Maestro per insistere: anche i cani possono godere delle briciole che cadono dal tavolo dei figli. Touchè. Gesù è spiazzato, sorride. Giusto. Ha ragione. E impara una cosa nuova: che la determinazione e la costanza possono anche ammettere eccezioni.

E aprire nuovi orizzonti, anche nello sguardo di Dio.


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