Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 31 Luglio 2021 – Mt 14, 1-12

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Si rattrista Erode, tenero. Si rattrista per avere fatto quella promessa avventata davanti alla danza sensuale della figlia di Erodiade. Si rattrista, anima bella, per essersi fatto così palesemente ingannare dalla sua amante che ha giurato vendetta per le parole vere ma imbarazzanti del profeta Giovanni.

Si rattrista perché ascoltava volentieri quel focoso messaggero di Dio, novello Elia, così diverso dai sacerdoti di regime. Si rattrista, ma lo fa decapitare ugualmente. Tristemente, immagino. Ma la vita di un re, fantoccio peraltro, e pallida ombra del padre, è complicata. E il potere va mantenuto anche a costo di qualche sacrificio. Di Giovanni in questo caso.

È una squallida storia di rapporti malati, di finti amori, di amori tossici, di femmine e maschi, confermando tutto i triti luoghi comuni sulle vicende amorose. Ma Giovanni, lui, resta. E di quell’idiota di Erode Antipa ci ricordiamo solo per quel gesto assurdo.

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