Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 30 Ottobre 2018

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È presente in mezzo a noi, il Regno di Dio. Sta a noi riconoscerlo, renderlo presente, farlo crescere.

E Gesù, per descriverlo, usa due immagini simboliche molto forti: l’albero della senape e il lievito. Non usiamo la logica del mondo per guardare alla Chiesa e all’efficacia dell’annuncio, ma quella del Vangelo. Non è importante essere in tanti, contarsi, fare le statistiche.

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Quante volte sento i parroci o le catechiste lamentarsi della poca partecipazione alle riunioni o alla messa festiva! Non importa quanti cristiani siamo, ma quanto poco cristiani siamo!

Dobbiamo uscire da una logica che riduce il cristianesimo a (buona) abitudine culturale, fatta di luoghi e di feste, per cui siamo cattolici in Italia come saremmo musulmani in Tunisia…

La fede è un evento, una scelta consapevole, un percorso, una scoperta progressiva, non una fiacca appartenenza. Siamo una piccola cosa, come il granello di senapa senape che però può crescere e accogliere le tante persone che cercano risposte alla propria vita.

E per crescere, dobbiamo essere lievito, fermentare la pasta. Un sale insipido non serve a nulla, come un lievito che non lievita!

Fonte

VANGELO DEL GIORNO

Lc 13, 18-21
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».
E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.