Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 30 Novembre 2018

286

Concludiamo il mese di novembre facendo memoria di Andrea, apostolo e fratello di Pietro, di Betsaida in Galilea.

Oggi la Chiesa si rallegra per uno dei suoi figli, l’apostolo Andrea; in particolare la Chiesa greca che in Andrea vede il proprio evangelizzatore. Nato a Betsaida, sulla riva del lago di Tiberiade, discepolo del Battista, Andrea fu uno dei primi a seguire il Signore e fu lui a portare Pietro, suo fratello, dal Rabbì di Nazareth.

È bellissimo ricordare la storia e la fede di questi uomini che hanno conosciuto e vissuto col Signore Gesù, che ne hanno condiviso le gioie e le pene, che hanno ascoltato direttamente dalla sua bocca le parole che oggi ci scaldano il cuore, che lo hanno seguito sotto la croce e lo hanno testimoniato risorto.

Persone come noi, con le loro incertezze, i loro dubbi, le loro fatiche, le loro speranze. Persone come noi, non eroi o superuomini dotati di strani poteri.

Andrea aveva un famiglia, un lavoro, dei progetti e l’incontro con Cristo sconvolse la sua vita. Un antico testo apocrifo ci dice che fu lui a convincere Giovanni a scrivere il quarto vangelo! 

Fonte

[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]

Mt 4, 18-22
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

[/box]