Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 30 Dicembre 2020 – Lc 2, 36-40

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Anna frequenta il tempio da quando è rimasta vedova, come tante anime semplici e belle che frequentano assiduamente le nostre parrocchie.

Prega e digiuna e loda il Signore, come Simeone, dopo avere visto il bambino, ignorato dalla folla che percorre i lunghi corridoi e i cortili del tempio. Ogni gesto, ogni piccolo servizio al tempio, ogni preghiera fatta con sincerità sono graditi a Dio che accoglie con benevolenza chi si avvicina a lui.

C’è spazio per tutti nel suo cuore! Maria e Giuseppe tornano a Nazareth, l’anonimo villaggio perso fra le colline di Galilea dove Gesù crescerà, lontano dalle inquietudini del mondo e dalla caotica vita religiosa di Gerusalemme.

Non importa dove viviamo: per quanto insignificante sia la nostra vita, per quanto sia anonimo e senza prospettive il luogo in cui abitiamo, è capace di accogliere il Dio delle periferie.

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