Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 3 Giugno 2021 – Mc 12, 28b-34

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Qual è il primo dei comandamenti? Sembra una domanda sciocca ma si era resa necessaria visto che i famosi dieci comandamenti di Mosè, scherza e ridi, erano diventati 613…

La questione era posta ai più famosi rabbini del tempo e Gesù, come spesso rispondevano i suoi colleghi più noti, cita per primo una preghiera, la memoria quotidiana dell’identità del Dio di Israele, e il comandamento dell’amore verso il prossimo. Cosa ci comanda Dio, quindi? Di amare.

Ed è bellissimo che Dio ci comandi esattamente quello che maggiormente desideriamo vivere nella nostra vita. Solo che, dalle nostre parti, la parola amore è diventata ambigua, dai contorni sfumati. Sarà Gesù, in Luca, a specificare, con la parabola del buon Samaritano, cosa significa la parola amore nel suo vocabolario. E sarà Giovanni a consegnarci il comandamento “suo”, quello “nuovo”, amiamoci, si, ma dell’amore con cui siamo stati amati.

Non uno sforzo, quindi, ma una passaggio da Dio ai fratelli attraverso il nostro cuore.

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