Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 29 Ottobre 2019

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È presente in mezzo a noi, il Regno di Dio. Sta a noi riconoscerlo, renderlo presente, farlo crescere. E Gesù, per descriverlo, usa due immagini simboliche molto forti: l’albero della senape e il lievito.

Non usiamo la logica del mondo per guardare alla Chiesa e all’efficacia dell’annuncio, ma quella del Vangelo. Non è importante essere in tanti, contarsi, fare le statistiche. Quante volte sento i parroci o le catechiste lamentarsi della poca partecipazione alle riunioni o alla messa festiva!

Non importa quanti cristiani siamo, ma quanto poco cristiani siamo! Dobbiamo uscire da una logica che riduce il cristianesimo a (buona) abitudine culturale, fatta di luoghi e di feste, per cui siamo cattolici in Italia come saremmo musulmani in Tunisia… La fede è un evento, una scelta consapevole, un percorso, una scoperta progressiva, non una fiacca appartenenza.

Siamo una piccola cosa, come il granello di senapa senape che però può crescere e accogliere le tante persone che cercano risposte alla propria vita. E per crescere, dobbiamo essere lievito, fermentare la pasta. Un sale insipido non serve a nulla, come un lievito che non lievita!

Fonte

Il granello crebbe e divenne un albero.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 13, 18-21
 
In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».
 
E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».

Parola del Signore