Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 29 Marzo 2022

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È Gesù che prende l’iniziativa, lui che vede l’uomo paralizzato da una vita e lo fa frequentando la piscina di Betzaetà, fuori dal tempio perché i malati, nel tempio, non potevano entrare.

Un luogo di superstizione in cui venivano lavati gli animali prima di essere sacrificati. Un luogo di disperati, appesi ad una leggenda ma così ci si riduce se non abbiamo accesso al tempio (ce ne ricordassimo noi cattolici quando respingiamo le persone fuori dal tempio!). lo vede e gli chiede: vuoi guarire? Ma che domanda è? Certamente! Ovvio! Ci mancherebbe! Sul serio?

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Guarire significava, per quell’uomo, imparare un mestiere, prendere in mano il proprio destino, essere accusato di avere ingannato il mondo intero. Dio ci guarisce ma solo se lo vogliamo, se agiamo, se non accampiamo scuse (nessuna mi aiuta per entrare nella piscina). Il cammino quaresimale è cammino di guarigione ma solo a condizione di volerlo fare fino in fondo.


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