Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 28 Settembre 2020 – Lc 9, 46-50

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Ci vuole uno sguardo puro, da bambini, per vedere che il Signore opera fuori dagli schemi, al di là degli steccati. Ci vuole un cuore semplice, non invidioso, non rancoroso, per poter gioire della gioia degli altri, senza accampare scuse, lasciandoci travolgere dal fiume in piena della grazia di Dio che tutto opera.

Senza distinguere tra chi è del nostro gruppo, del nostro movimento, della nostra chiesa… ma gioendo se lo Spirito suscita figli di Abramo in mezzo alle pietre! Quante volte, purtroppo, fra noi cattolici serpeggia un sottile e irragionevole senso di superiorità rispetto a quelli che non credono e che pure compiono azioni umanitarie generose che noi tendiamo a svalutare.

Insomma: il Signore ci chiede conversione, ci chiede la capacità di vedere con cuore semplice, ingenuo, i germi di bene che lui semina a piene mani in mezzo a noi. Proviamo, oggi, iniziando la settimana, a vedere le qualità di chi ci sta attorno, i gesti di generosità, a interpretare nel verso giusto gli eventi, senza fare i criticoni e gli insoddisfatti, proviamo a vedere la realtà con stupore e meraviglia, come la vede un bimbo, come la vede il nostro Dio…

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