Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 27 Novembre 2020 – Lc 21, 29-33

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Davanti agli eventi drammatici, davanti ad un mondo che sembra sempre sull’orlo del baratro siamo invitati ad alzare lo sguardo.

In queste ultimissime settimane dell’anno liturgico stiamo leggendo gli impegnativi vangeli che parlano della fine dei tempi, per riflettere insieme sul destino della Storia che, per noi cristiani, non è un inevitabile precipitarsi verso il caos ma il dispiegamento del Regno di Dio. Ci vuole fede per dirlo, ci vuole fede (e molta) per credere in questa prospettiva.

Ma è ciò che siamo chiamati a fare: a lottare per un cambiamento e un rinnovamento che deriva dalla nostra fede in Cristo, senza fuggire il mondo, senza costruirne uno in parallelo. Sì: noi crediamo che Dio sta operando nelle pieghe della storia, che sta rinnovando l’umanità, a partire dalla Chiesa.

E in questo tempo (lungo, faticoso, a volte sfiancante) abbiamo una luce che ci illumina: la Parola che non passa, le parole del Signore che ci aiutano a leggere gli eventi, ad interpretare la Storia. Meditiamola continuamente questa Parola, facciamola diventare punto di riferimento, faro luminosissimo nella nostra tenebra, finchè il Signore venga.

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