Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 26 Febbraio 2021 – Mt 5, 20-26

19

Viviamo un mondo confuso e disarticolato, in affanno e scentrato e trovare persone che agiscono correttamente, secondo un codice etico, evitando di commettere ingiustizie, di questi tempi, è già una bella grazia…

Così i farisei, ferventi credenti contemporanei di Gesù, osservavano con scrupolo i precetti della Torà, praticavano quanto richiesto fin nel dettaglio, consapevoli di essere integerrimi agli occhi di Dio (o così immaginavano).

Gesù chiede di superare questa logica, di praticare la giustizia, certo, ma di non appendersi ad essa, di non barricarsi dietro la norma per arrivare al cuore di quanto Dio aveva proposto come cammino per la felicità. Anche il giudizio verso il fratello, anche l’acrimonia che possiamo avere verso alcune persone sono una nube nel cielo sconfinato dell’amore di Dio.

Gesù alza l’asticella: propone, nel discorso della montagna, la logica paradossale dell’amore che non si ferma alla regola ma che si dilata, suscitando nuovi, inattesi modi di vivere…

Fonte | LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO DEL GIORNO


Articolo precedentedon Franco Scarmoncin – Commento al Vangelo di domenica 28 Febbraio 2021
Articolo successivodon Mauro Pozzi – Commento al Vangelo di domenica 28 Febbraio 2021