Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 26 Agosto 2020

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Continua la requisitoria senza barriere di Gesù che ha abbandonato il “politicamente corretto” per svelare impietosamente le storture religiose dei devoti suoi contemporanei.

I farisei, pur essendo dei pretoriani della fede, dei credenti zelanti e infiammati, rischiano di diventare dei burattini, tutti preoccupati dell’esteriorità a scapito dell’interiorità, dei veri sepolcri imbiancati (che immagine fortissima!), belli fuori e marci dentro… Il discepolo è chiamato ad essere autentico, anche a costo di apparire troppo diretto.

Le persone che si avvicinano a noi cristiani si accorgono da lontano se viviamo ciò che professiamo, se sperimentiamo ciò che diciamo… Infine Gesù se la prende contro l’atteggiamento di chi loda i profeti del passato e non riconosce quelli del presente. Ed è proprio così: quasi sempre la profezia non è accettata e riconosciuta, specialmente dalle autorità che la vivono con insofferenza e di malavoglia.

Prima di lodare (giustamente) i grandi uomini di Dio che la Chiesa ha stentato a riconoscere, cerchiamo di non commettere lo stesso errore e teniamo lo sguardo interiore pronto a riconoscere la loro presenza…

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