Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 24 Aprile 2020

Il peggiore miracolo di Gesù. Tragico, disastroso, l’inizio della fine della sua missione. Ciò che Gesù voleva comunicare era fortissimo: davanti alle difficoltà, davanti al bisogno di senso della folla, davanti alla fame e sete di giustizia del mondo inquieto, mettiti in gioco, fai come quel ragazzino che, ignorando lo sguardo di sufficienza degli apostoli, condivide la sua merenda.

Dio ha fiducia negli adolescenti, come questo ragazzotto, come Maria, come Davide, perché gli adolescenti, come lui, amano un pizzico di follia. Non passare la vita a lamentarti ma rimboccati le maniche, non chiedere a Dio di risolvere i guai al posto tuo, fai del tuo meglio, dona quel poco che sei, il resto lo farà Dio.

E invece. La folla ha capito l’esatto contrario: ecco uno che ci riempie la pancia, ecco un Dio che, finalmente!, ci risolve i problemi, ci toglie dai guai! Chi di noi non voterebbe un governo che, invece di chiederci le tasse, ci regalasse un pacco di soldi? Gesù è scosso dal pessimo risultato del suo miracolo, fugge la folla, turbato. Forse per la prima volta, davvero, Gesù si rende conto che non riuscirà a cambiare il cuore degli uomini con le parole…

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