Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 22 Aprile 2022

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Cammina con noi, si manifesta quando raccontiamo la nostra esperienza di fede, ci aspetta sulla riva, dopo una esasperante notte infruttuosa. Così fa il risorto, discreto, presente, amabile, libero da ogni vincolo e costrizione. Fa argine al dolore dilagante che ha contagiato tutti a partire da Pietro che ancora non riesce a perdonarsi.

Tornare a pescare significa chiudere la parentesi travolgente della sequela del rabbino di Nazareth, conclusasi drammaticamente. Pietro, che pensava di essere un campione della fede, si è sbriciolato davanti all’accusa di alcune servette e ora, nonostante l’annuncio della resurrezione, non riesce a superare il suo fallimento e il suo tradimento. Allora il Signore lo raggiunge, con garbo.

Ne la vedo la scena: i discepoli, stanchi, scoraggiati, sono scesi e riassettano le reti. Nessuno osa parlare. E si avvicina questo sconosciuto importuno che vuole attaccare bottone per poi invitarli a riprendere il largo. Le stesse parole udite su quella riva tre anni prima. E si fidano, ancora. E accade.


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