Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 21 Settembre 2019

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Gli esperti discutono su chi abbia veramente scritto il primo vangelo, attribuito a Matteo, identificato con Levi il pubblicano. Si sa per certo che era un ebreo di buona cultura e che ha scritto il suo testo riprendendo pari pari quello di Marco, precedente al suo e più stringato, pensando alla sua comunità, probabilmente composta da giudeo-cristiani rimasti molto turbati dalla distruzione del tempio di Gerusalemme.

È bello pensare che Levi, efficace funzionario a servizio dei romani, considerato un traditore da parte dei suoi concittadini, avvezzo agli insulti ma determinato e avido, si sia lasciato intenerire e si sia sciolto come neve al sole davanti alla chiamata del profeta di Nazareth. Dio sceglie i suoi discepoli fra le persone meno probabili, chiamando uno come lui che da tempo non entrava in una sinagoga.

Ma così è Dio, gli piace proprio sparigliare le carte, scuotere la calma, fare il birichino. Perciò Dio chiama chi vuole, quando vuole, come vuole, e non chiede permesso a nessuno, nemmeno alla Chiesa, nemmeno a noi Chiesa, per farlo. Matteo è la testimonianza vivente del fatto che chiunque può fare esperienza di Dio.

Fonte

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Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Misericordia io voglio e non sacrifici.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 9, 9-13

In quel tempo, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Parola del Signore.

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