Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 21 Maggio 2021 – Gv 21, 20-25

117

L’ultimo capitolo del vangelo di Giovanni, ci spiegano gli esegeti, è stato aggiunto dalla comunità giovannea per sottolineare il ruolo di Pietro, per dare un senso e un orientamento a coloro che pensavano che bastasse lo Spirito Santo a condurre una comunità. Non è così: alla Chiesa servono carisma e magistero, fantasia e volontà, profezia e concretezza. Giovanni e Pietro, appunto.

E dopo avere ricevuto l’annuncio dagli apostoli, i primi cristiani, che hanno raccolto le loro testimonianze messe per iscritto dagli evangelisti, ci dicono: ora tocca a te scrivere il tuo Vangelo. Facciamolo, ritagliamoci qualche istante per scrivere le nostre buone notizie, la nostra originalissima e unica esperienza di Gesù.

Che si possa dire: dal Vangelo secondo Laura, William, Beatrice, Lorenzo… perché l’unico annuncio ha assunto, lungo la storia, mille sfumature, mille esperienze, mille entusiasmi. Siamo noi gli evangelisti e i testimoni per coloro che incontriamo.

Fonte | LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO DEL GIORNO


Articolo precedenteMons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 22 Maggio 2021
Articolo successivoCommento al Vangelo del 23 Maggio 2021 – Padre Giulio Michelini