Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 21 Febbraio 2020

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Sì, Gesù è il Messia. E prende molto sul serio questa consapevolezza. No, non vuole impugnare un’arma per affermare la sua identità, né cavalcare l’ondata nazionalista di un popolo stanco di essere oppresso dal potente di turno.

Gesù vuole andare fino in fondo, affermare la propria visione di Dio fino a morirne. La croce che dobbiamo abbracciare non è certo una qualche sofferenza da sopportare con rassegnazione ma la logica di chi ha talmente a cuore la presenza di Dio da metterla al di sopra della vita stessa.

Morire in croce era la peggiore umiliazione che una persona potesse sperimentare, un’onta e un’ignominia per la famiglia del condannato.

Ci si vergognava di un famigliare crocefisso, si subiva un pesante giudizio sociale.

Fino a quel punto dobbiamo essere disposti a seguire il Dio di Gesù, fino a perdere totalmente la faccia.

Facciamo bene i nostri conti, allora: possiamo guadagnare il mondo intero ma se perdiamo la vita vera, la vita autentica, la vita eterna, cioè la vita dell’Eterno, abbiamo perso il nostro tempo.

Cerchiamo di coltivare questa vita piena, allora costi quel che costi.

Fonte


LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

Chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 8, 34 – 9, 1   In quel tempo, convocata la folla insieme ai suoi discepoli, Gesù disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi». Diceva loro: «In verità io vi dico: vi sono alcuni, qui presenti, che non morranno prima di aver visto giungere il regno di Dio nella sua potenza».   Parola del Signore 

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