Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 20 Aprile 2020

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È curioso, Nicodemo, ma ha troppa paura di perdere la faccia per diventare discepolo di Gesù. Allora come oggi, è pericoloso dichiararsi cristiani, diventare discepoli, meglio stare alla porta, meglio andare di notte a cercare risposte, non si sa mai, magari si rischia una solenne presa in giro in ufficio!

E Gesù, grandioso, lo tratta con ironia, con sufficienza, lo tratta con incredibile libertà interiore. Nicodemo, riverito e rispettato per la sua cultura, per la sua dottrina, perché è un rabbì anziano del Sinedrio, viene invitato da Gesù a rinascere dall’alto, a mettersi in una nuova prospettiva, a lasciarsi andare al soffio dello Spirito che può permettergli di rivedere tutta la sua vita in una nuova sfolgorante luce.

Così è per noi, in questo tempo pasquale: proprio a noi discepoli di lungo corso il Signore chiede il coraggio di osare, di lasciare che lo Spirito scompigli la nostra vita, ci ponga in una nuova dimensione, ci orienti verso una nuova direzione.

Come Nicodemo, anche noi possiamo conoscere tutto della fede senza avere più il coraggio di osare, di andare oltre. Ma lo Spirito come il vento soffia dove vuole e se alzamo le nostre vele, possiamo riprendere il largo…

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