Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 20 Agosto 2019

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Gesù è amareggiato per quanto è successo: sperava che lo sguardo amorevole con cui aveva guardato il giovane ricco sarebbe bastato a convincerlo a seguirlo abbandonando tutto ciò che possedeva, liberando il suo cuore per avere spazio per l’Assoluto.

Così non è stato: le ricchezze del giovane gli hanno impedito di cogliere l’opportunità unica che aveva dinnanzi a sé. È difficile liberare il proprio cuore: dalle ricchezze e dal possesso, sì, ma anche dalle preoccupazioni, dalle ansie, dalle paure.

La conversione è sempre iniziativa di Dio ma richiede una nostra convinta adesione, una scelta operativa, dei gesti concreti. Pietro è scosso, come gli altri discepoli. Ci sono dei legami interiori troppo difficili da sciogliere, macigni interiori che ci sembrano impossibili da spostare.

Allora interviene Dio, lui solo può aiutarci a superare le nostre resistenze. Pietro e gli altri cercano rassicurazioni: davvero loro hanno lasciato quel poco che avevano per seguire il Signore. È così, dice Gesù, e avranno cento volte tanto.

Se davvero abbiamo seguito il Maestro, anche noi sappiamo di avere ricevuto cento volte tanto…

Fonte

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È più facile che un ammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 19, 23-30

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».
A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».
Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».

Parola del Signore

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