Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 2 Settembre 2021 – Lc 5,1-11

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La folla si accalca per ascoltare la Parola di Dio, crea un assembramento, una vera e propria ressa, annota Luca. Perché abbiamo un bisogno immenso di parole che ci scuotano, che ci guariscano, che ci illuminino, che ci riscaldino, che ci provochino.

Parole che non siano solo parole di uomini, anche se saggi, ma parole di fuoco che ci cambiano la vita. E per poter proclamare la Parola il Signore chiede in prestito la barca della nostra vita, l’uso della nostra voce, ha bisogno di noi.

Pietro si fida di questo sconosciuto, perplesso prende il largo per una pesca abbondante: quando ascoltiamo la Parola portiamo frutto. E lo stupore spinge Pietro e noi a misurare il nostro limite, a pesare la nostra pochezza.

Si, Maestro, siamo peccatori, scostanti, fragili, incoerenti. Ma è proprio me che tu vuoi, è proprio la mia piccola sgangherata barca che utilizzi per raggiungere altri cuori, altre vite, per creare nuovi discepoli.


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