Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 2 Marzo 2020

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No, non siamo chiamati a diventare maggiormente devoti, lo sappiamo. Non ci basterà neppure superare le tentazioni, come ha fatto il Figlio di Dio nel deserto.

E per quanto sforzo facciamo, e Dio sa che razza di sforzo sovrumano stiamo compiendo, non ci basterà neppure avere conservato la fede in questo tragico tempo, in questo momento di frantumazione della speranza, una cosa sola ci sarà chiesta dal Signore, quando ci presenteremo davanti a lui: lo avremo riconosciuto?

Nell’affamato, nel povero, nel disoccupato, nel carcerato (non è specificato se colpevole o innocente!), nell’ignudo. Dio si cela dietro i volti delle persone insignificanti e importune che oggi incontreremo, Dio si cela dietro il volto di mio marito, di mio figlio, proprio là dove la quotidianità ci impedisce di riconoscerlo.

Certo: oggi aiutare un povero è questione più di testa che di cuore, e il Signore ci chiede di riconoscerlo anche nel finto povero che tenta di grattarmi qualche euro facendo leva sul mio senso di colpa o sulla mia pietà cattolica.

Ma una cosa è certa: al di là della soluzione trovata per risolvere i problemi, è l’atteggiamento di chi sa riconoscere ad essere messo al centro.

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