Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 2 Aprile 2021 – Gv 18, 1-19,42

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Tacciono, le campane delle nostre chiese spoglie e disadorne. Nessuna eucarestia, oggi, viene celebrata. La Chiesa, silente e pensierosa, si raduna dopo la notte insonne passata a vedere da lontano lo strazio di un Dio che accetta di consegnarsi alla violenza distruttrice degli uomini.

Assiste allo spettacolo di un Dio che muore per amore, appeso, innalzato, osteso, mostrato come uno spettacolo al mondo. Eccolo, Dio. trafitto, mani e piedi, le braccia allargate ad abbracciare ogni uomo.

Solo come un cane, senza la consolazione di un discepolo, senza la carezza di un’amicizia a lenire lo strazio della violenza subita. Dio muore, respinto, rigettato, cancellato, sfregiato come un errore da correggere, come una vergogna di cui liberarsi.

Ecco Dio, ecco la misura del suo amore. Un amore totale, donato, libero e liberante, definitivo. Cercavi Dio, lo invocavi, lo attendevi. Eccolo.

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