Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 18 Marzo 2022

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Non è nostra la vigna, non scherziamo. Nulla ci appartiene ma tutto ci è stato donato: la vita, il mondo, il tempo. Nessuno di noi può aggiungere un solo minuto alla sua vita, per quanti sforzi egli faccia. E la stragrande maggioranza delle cose che viviamo sono dono gratuito di Dio.

Allora perché il nostro mondo superficiale ed arrogante si comporta come se tutto fosse dovuto? E coloro che ci richiamano alla verità delle cose li trattiamo a pesci in faccia? Il Figlio chiede ragione ai fittavoli di quanto gli è dovuto e viene ucciso.

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Che farà, il padrone, agli omicidi, chiede agli omicidi? Punizione, morte, vendetta, urlano, ignari, i suoi accusatori. No, non sarà così.

Il Figlio che cerca di scuoterli, si lascerà portare fuori dalla vigna e si lascerà appendere al legno. Perché se non loro, altri vedano in quel segno la misura dell’amore di Dio che, libero, muore per amore. Altri. Noi.


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