Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 18 Maggio 2020

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Davanti all’incomprensione del mondo corriamo il rischio di essere travolti dal dubbio, di non farcela, di spegnere il lumignolo fumigante della fede o, peggio, di lasciare che il sale perda il suo sapore.

Viviamo tempi cupi, inutile negarlo, in cui la fede è ridotta a vaga appartenenza culturale, a dignitosissimo (e ignorato) modello di comportamento, e la Chiesa viene accettata solo se fa l’agenzia di mutuo soccorso per le situazioni che la società non vuole o non riesce a gestire.

Siamo serrati da due pericoli, cupi e incombenti: da una parte il mondo ostile al cristianesimo in nome di una malintesa interpretazione della libertà, togliendo i simboli religiosi e relegando la fede al privatissimo ambito delle coscienze.

Dall’altra una crescente intolleranza da parte del settarismo religioso di matrice islamica che, rinnegando il Corano, induce i cristiani ad andarsene dai paesi di tradizione musulmana. Da noi, per il momento, grazie al cielo, la persecuzione si riduce a qualche presa in giro in ufficio, ma serpeggia, sottile, un feroce anticlericalismo.

Lo Spirito ci sostenga, ci dia il coraggio di rendere testimonianza fino alla fine, se necessario.

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