Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 17 Ottobre 2020 – Lc 12, 8-12

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Quando ci troviamo in una situazione in cui siamo chiamati a difendere le nostre convinzioni di fede e lo facciamo, senza arroganza, senza vergogna, capiamo, in quel momento, che il vangelo ha finalmente fatto breccia nel nostro cuore.

Siamo tutti timorosi di pronunciare solo la parola Cristo per non essere scambiati per dei fanatici o dei primitivi, siamo sempre in imbarazzo perché della fede ne sappiamo davvero  poco e non sappiamo difendere le nostre idee.

Ma se in qualche modo il Signore ha fatto breccia, se abbiamo visto e capito, se sentiamo di essere cresciuti, se ci sentiamo feriti quando parlano male di Cristo o se, accanto a noi, sviliscono la fede, allora siamo pronti ad accogliere lo Spirito Santo. Lo Spirito che ci riempie di speranza, che ci dona le parole, che ci spinge a studiare, a sapere, a conoscere, a raccontare.

Senza fanatismo, senza eccessi, ma con la gioia di appartenere a Cristo, con l’orgoglio di essere discepoli, con il desiderio intimo di condividere la speranza che è in noi. Come chi si innamora non riesce a nascondere la propria euforia e intenerisce chi lo ascolta, così l’incontro con Cristo ci spalanca ad una dimensione nuova e ci rende strumento nella mani di Dio per gli altri!

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