Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 17 Marzo 2021 – Gv 5, 17-30

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I Giudei vogliono far fuori Gesù con tutte le loro forze. Lo vogliono morto, cancellarne i ricordo. E non solo perché ha messo in discussione le loro pretese, non solo perché, spesso, ha messo in luce l’ipocrisia delle loro vite, la fragilità delle loro assolute e intoccabili credenze religiose. Ma soprattutto perché chiama Dio “mio Padre”, facendosi uguale a Dio.

Nel paese più rigidamente monoteista della storia, in cui il nome di Dio nemmeno di poteva nominare, in cui pronunciare a vanvera il suo nome conduceva alla lapidazione, Gesù si fa uguale a Dio, si prende per Dio. La ragione ultima della denuncia e della condanna a morte di Gesù, è bene ricordarlo, è la sua folle pretesa di essere Dio.

Non è solo un grande uomo, un grande profeta, un coerente, non è un benefattore, dotato di immensa sensibilità spirituale: pretende di essere Dio. O Gesù è uno psicotico in fase delirante, o è ciò che dice di essere.

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