Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 17 Maggio 2022

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La pace che ci porta Cristo non ha nulla a che fare con i cimiteri. Nemmeno con l’assenza di conflitti. O con una vita (finalmente!) senza problemi, senza rompiscatole, senza traumi, senza malattie, senza dolori. Non ci lascia in pace, il Signore.

Ci dona la sua pace, che è pienezza d’amore, di gioia, di felicità, di senso della vita. Una pace che ci deriva dall’esperienza e dalla consapevolezza che il principe di questo mondo non può nulla contro di lui, il Signore. Gesù parla poco prima di essere arrestato e il lungo discorso riportato da Giovanni ci mostra tutta la sua umanissima tenerezza.

Andrà fino in fondo, dice, amerà gli uomini fino a darsi totalmente, come gli ha chiesto il Padre. E questo ci dona pace: Dio ci ama fino a morirne, Dio ci ama lasciandoci liberi di scegliere fra logica del mondo e logica del dono. E quella che i discepoli stanno per vivere, un’apparente, traumatica fine di tutto, a guardarla meglio è la manifestazione della misura dell’amore di Dio per noi, per me.


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