Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 16 Marzo 2021 – Gv 5, 1-16

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Vuoi guarire? Non vi suona stonata questa richiesta? Un po’ da presa per il naso? Certo che voglio guarire, Signore! Ovvio! Guarire dalle mie malattie fisiche, da quelle psicologiche, dalle ferite della vita, dalle ingiustizie che ho subìto…

Anzi, spesso, ti cerco esattamente perché spero in un tuo intervento miracoloso. Vuoi guarire? Insiste Gesù. Per il paralitico guarire significa trovarsi un lavoro, sopportare lo stigma sociale di chi lo accuserà di avere ingannato tutti e, soprattutto, uscire dal devastante senso di colpa che lo fa credere responsabile della sua malattia.

Eppure, e Gesù lo sa, anche Dio fa quel che può. Se non crediamo, noi per primi, a quello che chiediamo al Signore, se non siamo disposti a fare la nostra parte, a prendere consapevolezza, a mettere ogni sforzo per cambiare, perché mai Dio dovrebbe farlo in nostra vece?

Ci guarisce, il Maestro, ma solo se facciamo il possibile perché ciò accada, senza delegare a Dio quello la parte che possiamo fare noi…

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